L'INTERNET DEL CIBO E' SERVITO

L'INTERNET DEL CIBO E' SERVITO

DALLA PIETRA AL TABLET
La storia del cibo e della cucina è vecchia tanto quanto l’uomo.
I primi esempi di preparazioni culinarie di cui si abbia traccia, tramandati in forma scritta, risalgono ai tempi della Mesopotamia: la ricetta più antica può essere identificata con una tavola di pietra, incisa con caratteri cuneiformi dalla Accadi nel 1750 a.c.
Molti anni più tardi, nel 160 a.c., Marco Porcio Catone scrisse “De Liber de Agri Coltura”: non propriamente un libro di ricette, ma piuttosto un libro di tecnica agraria, con una sezione dedicata alle ricette più conosciute del tempo.

Per il primo libro di cucina “moderno”, comprendente ricette e illustrazioni, dobbiamo attendere il 1’570 d.c., quando Bartolomeo Sappi pubblicò “Opera”, un libro con incluse alcune incisioni su rame.
Quasi 500 anni dopo, nel 2018, hanno visto la luce due progetti rivoluzionari: la prima “ricetta certificata” e il “caffè in blockchain”, gestiti rispettivamente dallo Chef Antonello Colonna e dal Maestro Torrefattore Roberto Messineo, uniti alla competenza tecnica di FoodChain Spa.
Due progetti pionieri dell’Internet del cibo.
L’ALBA DELL’INTERNET DEL CIBO
Fino agli anni ‘80, e per molti anche attualmente, mangiare voleva dire essenzialmente abbuffarsi, porzioni grandi e design dei piatti praticamente assente. Parole come impiattamento e presentazione erano lontani anni luce.

Nonostante il concetto di “n.0” fosse ancora sconosciuto, la prima rivoluzione culinaria e avvento della Cucina 2.0, in Italia, appartiene al Grande Chef Maestro Gualtiero Marchesi, che introdusse porzioni più piccole unite a una maggior attenzione per la presentazione dei piatti e le decorazioni, dando un tocco francese alla cucina Italiana di alto livello. Vorrei approfittare per omaggiare il grande maestro, venuto a mancare qualche mese fa.
Gli anni ‘00 hanno visto sorgere ciò che potrebbe essere considerata come la Cucina 3.0: Chef Superstar come Carlo Cracco e Gordon Ramsay e cooking show come Masterchef e Hell’s Kitchen. Parallelamente abbiamo assistito all’avvento delle Fotografia del Cibo, FoodPorn, Selfood e via discorrendo; i piatti vengono mangiati prima con gli occhi, poi postati e quindi mangiati.
Cosa pensereste se vi dicessi che molto presto saranno i piatti stessi che comunicheranno con noi via internet?
Nel giugno 2018, mentre in Bilbao il Super Chef Massimo Bottura e l’Osteria Francescana venivano premiati per la seconda volta come “The World’s Best Restaurant”, riportando l’Italia e la Cucina Italiana sulla cima del mondo, La Torrefazione San Domenico, a Torino, ammirava i risultati del suo splendido progetto per la tracciabilità del Caffè e in data 11 Luglio, pOsti, una startup innovativa Italiana che sfrutta la tecnologia blockchain di Foodchain Spa, insieme allo Chef Colonna, a Roma, gettavano le basi per la terza rivoluzione culinaria preparando l’avvento della “Cucina 4.0”, presentando la “Panzanella Certificata”: la prima ricetta completamente registrata e gestita in blockchain.
PASSIONE, AGRITECH E APPARECCHIATURE INTELLIGENTI PER LA CUCINA 4.0
Più che la passione, più che l’esperienza, più che la profonda conoscenza delle materia prime, qual è la più grande differenza che separa un modesto cuoco da un grande chef? Cosa trasforma un umile ingrediente in un piatto gourmet? Una cosa: la passione.


Posso affermare questo come esperienza personale. La mia passione per la cucina è uguale, se non superiore, a quella per il cibo. Nonostante non abbia mai frequentato nessuna scuola di cucina, sono stato orgogliosamente in grado di fondare e gestire con successo un servizio di chef a domicilio ai Caraibi. Ovviamente lungi da me dal paragonarmi allo Chef Colonna, che tra qualche anno sarà indubbiamente considerato come il pioniere della Cucina 4.0.

L’innata passione e l’illimitata creatività dello chef, combinate con l’innovativo servizio sviluppato da pOsti, gli ultimi ritrovati nel campo dei sensori IoT per l’agricoltura e le apparecchiature da cucina intelligenti, hanno reso possibile la creazione della prima Ricetta Intelligente: La Panzanella Certificata.
Nei campi di pomodori situati nell’orto adiacente il ristorante dello Chef Colonna, un sensore per l’agricoltura di precisione, installato da Foodchain, registra in blockchain tutti i dati relativi alla coltivazione, incluse foto e video, documentando la crescita, dal seme al frutto, e la raccolta
La brigata dello chef fa poi lo stesso durante la preparazione, documentando tutte le fasi, passo dopo passo, della ricetta e infine il forno intelligente IoT invia alla piattaforma le informazioni relative alla cottura.



La storia completa della ricetta sarà poi facilmente accessibile dal consumatore tramite il suo smartphone; sullo scontrino sarà presente il QR code che documenta la storia del prodotto.
Ovviamente questo è un progetto pilota, che in futuro sarà integrato con la tracciabilità di tutti gli altri ingredienti: pane, olio d’oliva e basilico.
IL BLOCKCHAIN CAFFE’
Dopo un pasto, cosa c’è di meglio di un bel caffè, forte e bollente? Semplice, un bel caffè forte e bollente tracciato in blockchain. Esattamente quello prodotto e servito dal Maestro Torrefattore Roberto Messineo, un uomo col caffè che scorre nelle vene, e la Torrefazione San Domenico, del quale il Sig. Messineo è fondatore e CEO.
La Sua grande passione per il caffè, ha portato il Maestro Messineo a elaborare, implementare e lanciare con Foodchain Spa, il progetto per il primo caffè completamente tracciato in blockchain (non credete al Wall Street Journal, questo è il primo)

Il progetto di tracciabilità ha riguardato tutti gli attori, tutte le fasi e tutti i documenti della supply chain: dall’insacchettamento dei chicchi di caffè presso la cooperativa in Sao Tome & Principè all’ultimo miglio, dalla BL alla bolla di consegna, in modo trasparente e sicuro, senza possibilità di alterazione dei dati. Scansionando il pacco di caffè con lo smartphone, il consumatore può godersi la storia del suo espresso, letteralmente dal campo alla tazzina.
UN ECOSISTEMA IN DUE CONTINENTI
Tutto ciò è l’Internet of Food, il cibo che comunica direttamente con il mondo; la prima e immediata risposta ai consumatori, che hanno bisogno e richiedono maggior sicurezza, maggior trasparenza e informazioni più dettagliate su ciò che arriva giornalmente sulle loro tavole.
Oltre la già citata Foodchain, la mente di questa grande innovazione alimentare ha un nome: Professor Matthew Lange.
Il Professor Lange, alla UC Davis in California, sta portando avanti con successo il Progetto Chiamato “IC3 FOODS” International Conference Consortium Center Food Ontology Operability Data Semantics.
Lo scopo del progetto è quello di costruire “un’infrastruttura per abilitare l’interoperabilità di dati, informazioni e conoscenza relative a cibo, salute e sostenibilità- (dal profilo Linkedin del Professor Lange)
In Italia, un grande contributo nel diffondere il verbo dell’IoF è dato dal Future Food Institute, il tempio Bolognese dell’innovazione alimentare, attraverso l’organizzazione di eventi e workshops focalizzati sul tema.
La tradizione alimentare Italiana unita al grande impegno Americano sulla ricerca, non suona come fantastico?
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