AGRICOLTURA 4.0: LE PROSSIME GUERRE DIGITALI SARANNO COMBATTUTE PER I DATI AGRICOLI?

AGRICOLTURA 4.0: LE PROSSIME GUERRE DIGITALI SARANNO COMBATTUTE PER I DATI AGRICOLI?

Il contadino del futuro avrà una zappa nella mano destra e un tablet nella sinistra (me stesso).

Io vengo da una famiglia di contadini. Tutti e 4 i miei nonni erano contadini, lo erano i loro genitori e così via, fin su in cima all’albero genealogico.

I miei genitori hanno preso altre strade, ma rammentano perfettamente la loro infanzia scandita dalle fasi lunari, la sveglia all’alba col canto del gallo e la buonanotte all'imbrunire, la gioia per la pioggia e la rabbia per la grandine, l’abbondanza in estate e i cavoli scavati nella neve d’inverno.


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Tutti i miei nonni passarono a miglior vita senza neanche aver posseduto un cellulare, quindi non posso nemmeno immaginare la loro reazione nell’ascoltare la mia citazione all’inizio dell’articolo. Anche se a molti altri potrà sembrare alquanto fantasiosa, sono assolutamente sicuro che corrisponda al vero. 

Sicuramente il contadino del futuro non andrà nei campi in cravatta…

IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA

L’agricoltura, specie quella intensiva, è sempre stata ed è tuttora il settore con il più alto impatto ambientale e sociale; l’enorme bisogno e lo spreco di acqua. l’uso indiscriminato di prodotti chimici, le tecniche di coltivazione non propriamente trasparenti, lo sfruttamento della forza lavoro sono solo alcuni fattori che dovremmo considerare ogni qualvolta acquistiamo un chilo di mele, una bottiglia di olio di oliva o un cespo di lattuga.



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Come invertire questa pericolosa tendenza? Di quali mezzi disponiamo, oltre la buona volontà, per rendere l’agricoltura più sostenibile e al contempo più efficiente? Una risposta immediata ci è data dalla tecnologia e dalla cosiddetta Agricoltura 4.0.

Agricoltura di precisione, sensori agricoli IoT, gestione dei campi, piattaforma per la gestione delle coltivazioni, integrazione blockchain, e via discorrendo; chi non ha sentito almeno una di queste parole negli ultimi mesi?

Tutto ciò testimonia come si sta evolvendo l’agricoltura, di pari passo con la società civile. Ci mostrano che l’agricoltura non sarà più una mera faccenda di semi, pioggia e zappa, ma che contemplerà presto anche connessione internet, gestione dei dati e modelli agricoli. Tutto ciò e parte del cosiddetto universo AGRITECH, attore principale della già menzionata AGRICOLTURA 4.0.

Nel prossimo futuro, l'agricoltore verificherà sullo smartphone o sul tablet quale potrebbe essere il giorno migliore per seminare, se il terreno ha bisogno di acqua, se può essere conveniente irrigare immediatamente o aspettare la pioggia, se una tremenda grandinata è in arrivo, quando e come organizzare il raccolto e così via.

I DATI AGRICOLI

Attraverso la tecnologia, in sintesi, l’agricoltore sarà in grado di ottimizzare tempo e risorse, ricevendo al contempo rese migliori dai terreni. Tutti contenti? Certamente si.

Cosa pensereste se vi dicessi che i più contenti di tale rivoluzione potrebbero essere le imprese tecnologiche e i colossi dell’IT, oltre ai giganti dell'agricoltura ovviamente. Pensereste che sono pazzo? No, non lo sono.

Ciò di cui parlo sono l’altra faccia della medaglia, i cosiddetti Agridata, i dati agricoli.

Pensate per un attimo all’enorme mole di dati raccolti dai sensori IoT e processati dalle piattaforme. Stiamo parlando di terabytes di dati meteorologici,  statistiche sull’uso dei fertilizzanti, sulle colture, i raccolti, le rese.

Potete immaginare l’utilità di tali dati nella creazione di modelli agricoli, utilissimi per migliorare ulteriormente il settore?

Potere ora immaginare, il valore di tutto ciò nell’immediato futuro?

Per tali ragioni, sono assolutamente del parere che assisteremo a vere e proprie guerre digitali per accaparrarsi tali dati, combattute dalle multinazionali

L’approccio ai dati e la loro gestione giocano un ruolo importante nel modello di business delle differente startups Agritech. A tal proposito ho raccolto delle testimonianze presso le startups e PMI più promettenti del settore.

Le domande poste sono:

  1. Qual è l’approccio ai dati della vostra compagnia (se restano di vostra proprietà o dell’azienda cliente)

  1. Pensi che assisteremo alle delle guerre sui dati agricoli nel prossimo futuro.

Andrea Cruciani - CEO di AGRICOLUS

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  1. Agricolus ha fatto da sempre una scelta netta e precisa che viene esposta sin dalle prime versioni dei “Terms & Conditions”: i dati sono dell’agricoltore. Crediamo fortemente che in un’epoca in cui il dato sempre più rappresenta chi siamo e cosa stiamo facendo non si possa impostare un business senza riconoscere ai nostri clienti i diritti di poter riutilizzare i propri dati e le elaborazioni da essi prodotte. Per molti trattenere la proprietà del dato rappresenta un duplice “cuscinetto”: da una parte è una strategia di lock-in, dall'altra è un altro modo di monetizzare il business.
  2. Abbiamo scelto di non perseguire queste due strade per poter garantire ai nostri clienti la piena titolarità dei dati e questo comporta che non possiamo “cullarci” sul fatto di aver bloccato il cliente o di aver creato un extra guadagno con lui. Chiediamo ai nostri clienti solamente di poter continuare ad usare i loro dati per fini di ricerca, per garantire che il servizio possa crescere e migliorare continuamente.
  3. In realtà in paesi dove questi temi sono più dibattuti, vedi gli States, il tema è già particolarmente caldo. Esistono soluzioni di multinazionali che vengono erogate anche gratuitamente ma che veicolano la proprietà di quanto raccolto interamente nelle mani dei fornitori del software. Parlando con agricoltori americani, anche di medie dimensioni, emerge che questo punto è fondamentale per loro visto che non possono nemmeno scegliere di riutilizzare i dati in modo differente. Non so se il mercato riuscirà a correggere questa tendenza, magari favorendo soluzioni che portano intrinsecamente questo tipo di rispetto, o se si arriverà ad un contenzioso aspro tra gli utenti e i solution provider. Sicuramente il valore delle informazioni sarà sempre più chiaro al largo pubblico e questo tema non potrà rimanere accessorio come spesso accade nel nostro continente. 

Matteo Vanotti - CEO di XFARM

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  1. Per noi la privacy e la proprietà dei dati é molto importante. Per questo motivo abbiamo deciso che le proprietà dei dati é unicamente dell’agricoltore e non viene condivisa.Sarà poi l’agricoltore stesso, all'interno della piattaforma xFarm, a decidere se vorrà condividere delle informazioni ad esempio a scopo di tracciabilità (su blockchain) dei proprio prodotti. Ma ripeto, per noi, i dati sono e restano alla azienda agricola.
  2. I dati sono e saranno fondamentali per poter avere un’agricoltura più efficiente, attenta ai consumi e rispettosa dell’ambiente. Perché con i dati si possono fare analisi e si possono fornire consigli utili agli agricoltori. Per questo motivo, sono sicuro che ci sarà interesse su questo aspetto anche delle grandi società, ma non mi aspetto guerre sui dati. Anche perché vincerà chi saprà rispettare la privacy e chi darà dei vantaggi concreti alle aziende. Gli agricoltori sono gente molto pragmatica, e potrà vincere, chi li saprà capire a aiutare.

Cosimo Calciano - CEO di REVOTREE

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  1. Revotree è un sistema IoT che tramite la raccolta di dati sullo stato del terreno e ambientale offre supporto agli agricoltori per prendere decisioni sull'irrigazione e quindi automatizzare gli impianti tramite smartphone. I nostri clienti acquistano il nostro prodotto senza abbonamenti e Revotree condivide i dati con gli agricoltori che hanno accesso diretto tramite la nostra applicazione.

  2. Credo che già oggi i dati in generale abbiano un valore inestimabile e con l'avvento delle nuove tecnologie IoT e sistemi distribuiti è solo destinato a crescere. I big data in agricoltura ci permetteranno di creare best practices e condivisione delle conoscenze tra gli agricoltori a livello globale. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di trasformare il passaggio delle conoscenze agronomiche da una condivisione locale, come quella di oggi che avviene tra padre e figlio o tra amici al bar, ad una condivisione globale, tra agricoltori di nazionalità diverse ma con aziende agricole e fattori ambientali simili.

Niccolò Calandri - CEO di 3BEE

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  1. I sistemi IoT di 3Bee raccolgono i principali dati biologici degli animali, aiutando l'allevatore nella gestione quotidiana dei suoi allevamenti, riducendo costi e ottimizzando l'intero processo gestionale. I dati raccolti sono protetti da 3Bee secondo la nuova normativa GDPR e l'allevatore può visionarli, elaborarli e utilizzarli a proprio piacimento in qualsiasi momento, grazie alla possibilità di accedere alla piattaforma cloud tramite una dashboard personalizzata, intuitiva e facilmente consultabile. Lo sviluppo di un sistema di intelligenza artificiale renderà l'intero sistema ancora più efficiente e utile per l'allevatore.

  2. Guerra da parte dell'IT e delle telecomunicazioni? Sicuramente il mercato dei dati provenienti dal settore agricolo rappresenta il futuro del settore, come dimostrano i progetti e le piattaforme lanciate anche da compagnie come Vodafone e Tim . Quello che potrà davvero fare la differenza per imporsi in un mercato B2Allevatori sarà il coinvolgimento dei "Blockbuster" del settore, ovvero le industrie farmaceutiche, quelle che conoscono veterinari, associazioni e allevatori... Questo è proprio quello che stiamo facendo con 3Bee per consentire una riduzione drastica dei trattamenti chimici e antibiotici, con una loro conseguente ottimizzazione, preservando il lavoro dell'allevatore, la salute animale, ma anche quella umana.


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